da Studio
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Lo scorso giovedì è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 18/2025, il quale ha definito gli aspetti rilevanti e reso operativa la disciplina sulle polizze assicurative catastrofali, di cui le imprese dovranno dotarsi entro il 31 marzo 2025.
L’obbligo nasce con l’obiettivo di garantire un ristoro economico alle imprese in caso di calamità naturali e riguarda le imprese tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, ad esclusione di quelle agricole. Introdotto inizialmente dalla legge di bilancio 2024 (L. 213/2023), indicava come termine ultimo per l’adeguamento il 31 dicembre 2024, poi rinviato al 31 marzo 2025 dal Decreto Milleproroghe.
In particolare, le polizze dovranno avere ad oggetto i beni dell’attivo patrimoniale individuati all’art. 2424 comma 1 c.c., voce B-II, n. 1, 2 e 3, vale a dire terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, per la copertura di potenziali danni cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale, quali i sismi, le alluvioni, le frane, le inondazioni e le esondazioni.
Il decreto interministeriale chiarisce dunque gli aspetti operativi della normativa, quali le modalità di individuazione degli eventi calamitosi e catastrofali, le regole per la determinazione e l’adeguamento periodico dei premi, l’assunzione del rischio da parte delle imprese assicuratrici e i massimali di copertura delle polizze.
Si evidenzia infine che la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 (L. 193/2024) è intervenuta sulla disciplina dell’obbligo di stipula delle polizze catastrofali, disponendo che l’IVASS è tenuto a predisporre una piattaforma informatica per consentire una trasparente comparazione dei contratti offerti dalle imprese di assicurazione.
Studio Porta & Cucchi
